Ormai sono passati quasi tre mesi dal mio ritorno e mi sento finalmente pronta a rielaborare tutto quello che è successo nei miei folli sette mesi finnici. Ricordo i primi periodi nella pioggia e solitudine mentre tutti i miei amici postavano foto dalle spiagge e mi raccontavano delle loro avventure estive e io non potevo che pensare ma chi me lo ha fatto fare? Perchè sono qua? Non era abbastanza quello che avevo a Udine? Ricordo però anche le lacrime quando mancavano pochi giorni al mio ritorno in patria... ormai mi sentivo parte del folle mondo finnico e non ero certa che la caotica Italia potesse più fare per me. Proprio per questo penso che nonostante i grandi pianti, le maledizioni che ho lanciato ad ogni singola betulla nel raggio di settanta kilometri, la perplessità antropologica ad ogni "muro" finnico, ne sia valsa la pena. Perchè è vero che quando sono stata in Portogallo e Brasile non ho mai avuto un cedimento o nostalgia di casa ma è altrettanto vero che da nessuno dei due paesi me ne sono andata piangendo. Il diario di viaggio che narra le vicende in giro per il mondo di noi volontari AFSAI
E quando l'avventura finisce...
Ormai sono passati quasi tre mesi dal mio ritorno e mi sento finalmente pronta a rielaborare tutto quello che è successo nei miei folli sette mesi finnici. Ricordo i primi periodi nella pioggia e solitudine mentre tutti i miei amici postavano foto dalle spiagge e mi raccontavano delle loro avventure estive e io non potevo che pensare ma chi me lo ha fatto fare? Perchè sono qua? Non era abbastanza quello che avevo a Udine? Ricordo però anche le lacrime quando mancavano pochi giorni al mio ritorno in patria... ormai mi sentivo parte del folle mondo finnico e non ero certa che la caotica Italia potesse più fare per me. Proprio per questo penso che nonostante i grandi pianti, le maledizioni che ho lanciato ad ogni singola betulla nel raggio di settanta kilometri, la perplessità antropologica ad ogni "muro" finnico, ne sia valsa la pena. Perchè è vero che quando sono stata in Portogallo e Brasile non ho mai avuto un cedimento o nostalgia di casa ma è altrettanto vero che da nessuno dei due paesi me ne sono andata piangendo. Hopeinen in kuu lo
Ormai è risaputo, l'ho ribadito più volte: la lingua finlandese è molto molto ambigua. Tutto ha avuto con un katso la prima lezione di grammatica ed ha raggiunto il suo apice il giorno in cui ho scoperto che tra le più grandi hit c'è un vecchio successo italiano di Fred Buscaglione, "Guarda che luna" che è diventata famosissima pochi anni fa in quanto ha vinto un concorso musicale. Il fatto che a un finlandese venga in mente di tradurre un pezzo nostrano degli anni Cinquanta dovrebbe già essere motivo d'allarme (ma, come specificherò dopo, questa è una grandissima passione locale) ma ascoltare la prima strofa rappresenta una vera esperienza mistico-comica: ebbene guarda che luna si dice Hopeinen kuu luo che però a velocità normale e ad un orecchio malizioso e ormai alla costante ricerca di ambiguità linguistiche suona come ho peni in culo. Inutile dire che mi sono fatta delle grasse, grosse, immense risate soprattutto il giorno in cui il prof di musica mi ha chiesto se conoscessi la canzone e se desiderassi cantarla assieme a tutti i miei alunni. Si è trattato in assoluto di uno dei massimi momenti di gloria di tutto il mio progetto, soprattutto perchè nessuno riusciva ad interpretare il sorrisone stampato sulla mia faccia :)
You know you’ve been in Finland too long, when...
I found this topic about Finland...and it's so funny and true that I have to share it!
- You rummage through your plastic bag collection to see which ones you should keep to take to the store and which can be sacrificed to garbage.
- It's acceptable to eat lunch at 11.00.
- Your front door step is beginning to resemble a shoe shop.
- You think it's normal that 22 year olds need fake ID
- When a stranger on the street smiles at you, you assume that:
a. he is drunk
b. he is insane
c. he is American
d. he is all of the above - You don't think twice about putting the wet dishes away in the cupboard to dry.
- A friend asks about your holiday plans and you answer "Oh, I'm going to Europe!" meaning any other Western European country outside Scandinavia.
- You no longer scrunch up or fold your paper money. You always put your money in your wallet.
- Silence is fun.
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