| Una scritta a Carcelén Bajo: La libertà è come il mattino, ci sono quelli che camminano nella notte per trovarla e altri che aspettano addormentati |
Colinas del Norte, il quartiere dove lavoro, non si è sempre chiamato
così. Dopo molti anni di gestione dissennata da parte di una cooperativa il
popolo si è ripreso il quartiere ed ha deciso di abbandonare il vecchio nome
Comité del Pueblo n° 2. Quest’esigenza nacque sia dal fatto che trovare lavoro
dichiarando di provenire da Comité del Pueblo con la sua pessima reputazione
era impossibile, sia per esprimere una rottura con il passato. “Bienvenidos a
Colinas del Norte, un barrio lindo y limpio para vivir” (“Benvenuti a Colinas
del Norte, un quartiere bello e pulito dove vivere”): la prima volta che ho
letto questo cartello non ho potuto che storcere il naso. Colinas un quartiere
bello: sarebbe ironia questa? Le strade sono rotte, la gente è povera, le case
cadono a pezzi, i cani randagi ad ogni angolo. Solo quando il presidente di ASA
ci racconta la storia che ha cambiato Comité del Pueblo n°2 in Colinas del
Norte capisco che quella del cartello non è affatto ironia: le strade pochi
anni fa non esistevano, sono stati gli abitanti a costruirle con la loro
fabbrica di adoquinos e con il loro lavoro volontario gratuito a servizio della
comunità. Hanno deciso con le loro assemblee di volere una biblioteca, un orto,
di voler impegnarsi a mettere su un’impresa tutta loro per la raccolta differenziata
dei rifiuti e di utilizzare gli scarti organici per produrre compost che poi
avrebbero venduto.