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"Dove finiscono le strade..." - parte II


Turismo comunitario: una forma di turismo in cui le attività sono gestite dai membri della comunità ed i proventi rimangono all’interno della stessa. Lo studi sui libri e lo discuti in sede di laurea, fantastichi e argomenti con amici che condividono il tuo stesso “credo”, ma alla fine non sei tanto convinta che funzioni. Che cos’è davvero il turismo comunitario? Finalmente ho l’opportunità di scoprirlo al di là delle definizioni.

Io e i miei scarponi... ops! Io e gli scarponi gentilmente
prestati da mia sorella, alla Nariz del Diablo
Il primo giorno comincia già con un fuori programma: ci avevano detto che ci sarebbe stata una minga, ossia un lavoro comunitario, e che ci sarebbe venuto a prendere un ragazzo del gruppo turismo. Arriva invece un altro ragazzo, Luís, accompagnato dalla sua giovane esposa e dal figlioletto per portarci a visitare la comunità. In breve, un passo dopo l’altro e senza neanche accorgercene, ci ritroviamo sulla via per la famigerata Nariz del Diablo. La costruzione del treno che collega le Ande alla costa, nel 1902, fu infatti talmente difficoltosa che si scelse questo nome sinistro per descrivere la montagna. Ogni volta che si apriva una via con la dinamite il giorno dopo la si ritrovava chiusa da una valanga e molte persone persero la vita per la costruzione della ferrovia. Dopo un’oretta non ho più voglia di camminare, chiedo allora alla guida di continuare, mentre mi siedo ad ascoltare il silenzio assoluto e a guardare gli animali che pascolano centinaia di metri più in giù.